Omonima della rinomata cantante, la pił sfortunata Gisella passa il suo tempo sottoponendosi a cure contro la depressione, assumendo farmaci e pastiglie. Le sue liriche riflettono stati d'animo cupi, spesso denunziano la palese ostilitą che il mondo manifesta contro di lei. Schiaffeggiata dall'amante, derubata dal controllore d'autobus, derisa financo dai genitori, Gisella Vanoni trova nella scrittura di poesie motivo di rifugio e sollievo. Al Circolo Vocabolamus ha fatto dono di alcune di queste.