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Un tenue desiderio di punizione emerge in questa lirica spatanica: un
senso di colpa maturato nell'infanzia che turba l'esistenza dell'onoratissimo
vate. Così il nostro artista si diletta, nei ritagli di tempo consentiti
dalle pesanti incombenze di mammasantissima, con innocenti giuochi di ruolo
in compagnia di un'amichetta autoritaria. La prima prova d'onore superata
dal piccolo Mimmo rivive in nuove prospettive eleuterio-drammograniche
per post-rilevamento carotidèo. Grazie a questo contributo possiamo
affermare che Mimmo Spatano è un picciotto con la {D} maiuscola.
[«Sparano li bbumbi sopra 'nunziata»
- Nitto Cusumano]
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