Fùsticame Domina
 
Fùsticame Domina,
Mimmuzzo tuo cattivìissemo jè,
la mammellata jubò a màmmete,
il zìigaro jubò a don Alvaro,
la shpia fece che don Alvaro
e màmmete facevano ginnàsteca
tutti li pomeriggi in camera.
I sicàji venni,
onore facettero,
babbo orgojjoso fu.
Ma Mimmuzzo tuo cattivìissemo jè,
Fùsticame Domina,
FUUUSTICAMEEEE !!!!
 
Un tenue desiderio di punizione emerge in questa lirica spatanica: un senso di colpa maturato nell'infanzia che turba l'esistenza dell'onoratissimo vate. Così il nostro artista si diletta, nei ritagli di tempo consentiti dalle pesanti incombenze di mammasantissima, con innocenti giuochi di ruolo in compagnia di un'amichetta autoritaria. La prima prova d'onore superata dal piccolo Mimmo rivive in nuove prospettive eleuterio-drammograniche per post-rilevamento carotidèo. Grazie a questo contributo possiamo affermare che Mimmo Spatano è un picciotto con la {D} maiuscola.
 
[«Sparano li bbumbi sopra 'nunziata» - Nitto Cusumano]