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Mimmo Spatano {D}, sicuramente una delle voci più rappresentative
della poesia contemporanea, divenne celebre per la sua forte influenza
sulle dinamiche eversive di stampo mafio-camo-sacro-uni-coronale della
penisola. Grande cantore dell'epopea siciliana, è stato spesso
sottovalutato a causa delle sue attività illegali. Gesti come
il suo difendersi in versi ai primi maxi-processi, oppure il depositare
un sonetto sul corpo del gambizzato hanno suscitato il giusto clamore.
La profonda sensibilità che emerge dalle sue liriche lo avvicina
ai grandi talenti della letteratura presenti nel Vocabolamus Poetry
Club. Ricordiamo, tra le sue opere, «U covvo strilla tjoppo»,
«Senza di te io te sparo», entrambi raccolte
di poesie, e «Il giusto motore tjuccato», una
guida alla manutenzione dell'automobile.
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Hanno scritto di lui:
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«Visti gli articoli n.1, n.2, n.3, [omissis],
n.3439, n.3440 comma C e n.3441 comma A ed F, la Corte Dichiara
Spatano Domenico Concetto Natalino nato a Silvi-Salemi il 25/12/1940
Colpevole dei reati di alto tradimento, strage, omicidio
preterintenzionale aggravato da motivi biechi e futili, traffico
d'armi, [omissis], incauto acquisto, detenzione abusiva di materiale
infiammabile, [omissis], abigeato, abuso della credulità
popolare, concussione, [omissis], abbandono del tetto coniugale,
inquinamento delle falde acquifere, esercizio abusivo della professione
di veterinario, [omissis] e lo Condanna in contumacia ad
anni 12988 (dodicimilanovecentoottantotto) di reclusione ed a
24.987.254.821 (ventiquattromiliardi novecentoottantasettemilioni
duecentocinquantaquattromila ottocentoventuno) Euro di multa,
[omissis], alla sospensione della patente di caccia, alla cancellazione
dai registri di classe della scuola materna da egli frequentata,
[omissis], lo dichiara inoltre decaduto dall'incarico di allenatore
della locale squadra ciclistica (titolo acquisito illegalmente)
[omissis]. Dispone la sospensione della pena e, nei limiti
consentiti dall'attuale condizione di latitanza, l'immediata scarcerazione
dell'imputato.»
(Sentenza del Megaprocesso tenutosi a Silvi-Salemi dall'86 al
99)
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«Cu'jè? Io non lo conosco!» (Tano Spatano,
fratello di Mimmo)
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