| L ' Intròibo | |||
| di Dietrich Kortenhaus | |||
Ero appena sceso dal Noin e stavo recandomi alla sagrestia del duomo, quando notai una figura sospetta aggirarsi in prossimità del Gazebo di Jona Goldstein (costruito in sostituzione del Mitzvah Bar che prese fuoco due mesi or sono). Sentii un'impetuoso soffio di vento alzarmi l'impermeabile, il vento che soffia dal Baltico in questa stagione, e mi venne un'irresistibile voglia di consumare un buon bicchiere di Caffè Sport Borghetti. Corsi all'impazzata verso l'Hölzenbein Kafestucke ma il vento, con un'impeto senza pari, mi levò improvvisamente il cappello dalla testa e me lo fece ritrovare davanti alla porta della galleria Epikureuter. Mi avvicinai ed ebbi modo di udire la frase «... ca mma so shcurdate de comm' veen...» provenire dall'interno del salone. Qualcuno vestito di nero mi stava spiando. Non poteva essere altri che il famoso trasformista Chung Li Quong: lo riconobbi per i lunghi baffi alla mongola che usava portare quando si trovava in quella zona della Germania. Mi voltai di scatto e lo sorpresi imboccare velocemente il Cul de Sac. Provai ad inseguirlo, ma di lui nessuna traccia. Era incredibile! Conoscevo già Quong da parecchio tempo, e non mancava mai di sorprendermi. Aveva la capacità di assumere qualunque travestimento, di mutare la voce, di prendere atteggiamenti o andature che avresti detto fossero connaturati al personaggio. Qui uno storpio zoppicante, là una donna incinta un po' dislessica... ormai mi ero reso conto che chiunque poteva essere Chung Li Quong. Che uomo! Il travestimento era un po' il suo linguaggio, la sua forma d'arte. Quello che altri riversavano sul foglio per mezzo del verso o della prosa, lui riversava nel quotidiano affacendarsi della gente: i suoi travestimenti, i suoi interventi... Interveniva con bizzarre apparizioni, e operava, senza motivo, singolari deviazioni nel tranquillo flusso della giornata. E perché poi? Non aveva un motivo. Non che fosse pericoloso. Anzi. Mi era stato detto che coltivava interessi svariati: musica, danza, teatro delle ombre. Si diceva che avesse suonato persino il sassofono tenore in una Big Band di Saint Louis. Ovviamente, se voi andrete là, nessuno si ricorderà di lui. - Chung Li Quong? Chi è costui? - Eppure, se guardate sui registri degli alberghi, sui borderò della serata, troverete sempre, in fondo in fondo, tre strani segni tracciati a penna, come ideogrammi cinesi: Chung Li Quong. Ma tant'è. Finchè sui tetti delle abitazioni di Rostock esporranno quei malefici Bec
de Corbin la ricerca della verità risulterà fortemente compromessa. Del resto non è
facile vivere in un mondo dove capire significa solamente "contenere" ed il
linguaggio sai da dove parte ma non dove finisce: sarà per quello che i cieli dell'europa
sono pieni di occhi silenziosi. Ma gli Ufo fan finta di niente e cantano. |
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