Molinberti
[Giacomo Guccini]
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Molinberti, quei colori si' vivaci,
che s'impongono alla grigia indifferenza,
dell'urbana moltitudine malsana,
ne palesano la bieca quintessenza.
Quale fòlcide per sordide cantine,
alle crespe angolature fa cesello,
di telami polverosi a fitto crine,
tinte forti tristi tratti tesser quello.
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Mediterraneo
[Pasquale Mòllari]
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Tra le rocce si avvinghiano radici aeree metalliche. Esse portano «la fase» alle comunità
che si occultano nel sottosuolo. Ma la triste verità si mostra palese agli occhi dei viandanti,
perchè gli stolti combattono i perigli nelle tenebre mentre il nemico porta devastazione
nelle loro strade, profana i loro templi e costruisce palazzi sopra le loro dimore!
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Falchera
[Dietrich Kortenhaus]
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Ed eccoli, ergersi tra gli alberi e le nuvole, i candidi blocchi di plastico
cemento, eccoli ridisegnare ardite geometrie e riposizionarsi in eleganti fade-out
prospettici al muoversi dell'osservatore. Stanno; tra il sole e la pioggia,
tra il bene ed il male, il giusto e l'ingiusto. Stanno. Falchera bianca e falchera rossa.
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Sette Fontane
[Borromeo Bìgnalis]
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Il dispaccio n° 1164 della Bacheca della Nuova Sapienza
racconta, per voce di Maurillio Santeddomine, delle origini del nome «Torino»:
«...Torino deriva dagli inquietanti idoli adorati
dalle popolazioni liguri che si accumularono 5000 anni
orsono presso la confluenza dei 2 fiumi.
Tali feticci traggono origine da pietre tombali ornate
con prominente volto -taurino-...»
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