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Luciano Mollea

Tanto raffinato quanto stimato, quest'artista delle problematiche condominiali richiama l'attenzione del pubblico più esigente sulle molteplici sfaccettature dell'arte metropolitana. L'ossessione feticista per l'estetica, l'igiene ed il decoro che soffocano la libertà d'espressione nella società dell'immagine, trovano in Mollea uno sfogo illuminato da acuta introspezione ed affinato senso critico. Purista del buoncostume e della cortesia, risveglia con garbo il nostro animo troppo sovente intorpidito dai caotici rumori della vita moderna. Grandi il suo pamphlet «investigazioni sui topi d'appartamento» e la sua lettera a madama Raschietti «logorrea sulla caldaia».
Hanno scritto di lui:
  • «L'importanza dell'opera molleiana potrà essere compresa appieno solo quando l'arroganza degli uomini renderà impossibile ogni forma di convivenza pacifica ed i condomìni si disgregheranno in tante casupole senza luce nè gas, come ho progettato in questo modellino del quartiere Fosse Arenarie che dovrà sorgere alla periferia sud-ovest di Torino» (Renzo Piatto)
  • «Troviamo nel Mollea una paziente ricerca dell'aggettivo, del sostantivo, del verbo. L'edificio grammaticale viene composto mattone per mattone, con una meticolosità certosina che ricorda le meringhe senesi, queste che ho appena intinto nel miele e mi appresto a degustare alla vostra salute» (Borromeo Bìgnalis)
  • «Un bilanciamento tra scale ed ascensori, citofoni e campanelli, un coso... qui non so bene come dire... insomma, spero che capiate lo stesso, un... mi viene equilibrio ma non è la parola giusta... vabbè, passiamo ad un altro autore» (Federico Provèra)
  • «...mmm... Deblattizzazione... buon segno...» (Ugo Rismondi)

Le opere: