Ustà lu televisuri?
Ndo metterìllemu,
ca dinta sta CROTTA
i piile nun ce stàcene?
Carmelo, quann'è le quazione dillo
shtato funnà-mentà dello zono?
U bagattu uscìu: Sancte Stanislaj!
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La squisitezza delle liriche cammummariane emerge solo dopo
ripetute letture ad alta voce, ove si ponga molta
attenzione nell'accentare e pronunziare correttamente ciascun
vocabolo. Solo così è possibile far emergere
il profondo contenuto poetico annidato in questi capolavori.
Il lettore deve immaginarsi di infilare la mano in un barile
di catrame appiccicoso e maleodorante alla ricerca di un
meraviglioso diamante ivi celato. La lirica qui presente
è costituita da tre bruschi interrogativi che
si risolvono nella divinazione dei tarocchi,
sotto l'egida rassicurante di S. Stanislao.
[«Prolusione sulla dialettica cammummariana»
- B. Bìgnalis]
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La presunta configurazione elettronica dello stato fondamentale della molecola di ozono,
ricavata da Derelitta Cammummara con un complicato calcolo scientifico-divinatorio.
Possiamo notare che il livello è separato nei due sottolivelli degeneri
3D0 e 5D0
a causa dell'effetto spin-orbita, oppure, come sostiene la poetessa,
«parcà l'Amanti usciu, Sancte Cerestine Paap'»
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