|
|
|
La paura che l'allinemaento dei pianeti possa scovolgere il delicato
equilibrio spazio-temporale, e che il conseguente cataclisma possa
«accuntuorcere a CROTTA cumme nu fusill'»
spinge la nostra Derelitta ad invocare l'arcangelo Gabriele portatore
della Profezia dell'Apocalisse. Le Ipotesi della nostra astrofisica sono quantomeno sconvolgenti, l'Universo dopo miliardi di anni di espansione dovrebbe cominciare a contrarsi («U' Bigghe Sshchrinche»), invertendo il processo iniziato con il Big Bang. Ma tutte le preoccupazioni si sciolgono in un bicchiere di latte di capra, quando la nostra chiromante preferita estrae dal mazzo la carta dell'Apocalisse: il Jolly. «'Nta cunfusiuni nun mi 'ccurse ca pigliau 'e mazz' a' canashta!».
[«Prolusione sulla dialettica cammummariana»
- B. Bìgnalis]
|
|