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Buango Gabong Gabong nasce a Mulobezi in Zambia
il 12/gamurrah/1948. Seienne, viene condotto in schiavitu` a Iringa in
Tanzania. Decenne, fugge tuffandosi nel Rufiji durante uno smistamento,
ed approda nuotando alle isole Mafia dove diventa allenatore della locale
squadra di savate. Divenuto milionario col giuoco della zara, si trasferisce
in pianta stabile ad un villaggio vacanze di Crotone, dove tuttora si diletta
nell'insegnamento dei balli dell'america latina. Accolto con successo dalla
critica il suo poemetto "Solfatare", è stato definito popolarmente
come il 'Basho Zambese', oppure 'haiku celeste'. Ha introdotto nella storia
del suo paese la lancia a trinchetto.
Esplora l'arte culinaria di Mulobezi
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| Le sang de Cisse
Tu m'a pris l'honneur!
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Fe2O3
/-()-\ Fe, ~~~~~~~~~ + __&.__ Fe, /\/\/\/\/ + _.^^%_ Fe, _________ + o|-C Fe, O fucurandu ! |
Ruggine - (Traduzione dell'autore)
Grifone di ferro, il vento mangiare lui,
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| Canto tribale per la festa mercantile
del Gantura
Tribu` Malawani dare a tribu` Gabong banane;
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Didigà yakà yu gogù lo serelé yobò ma Gantura bliddo Malawani glibih gnia Gabon glibih baté;
(traduzione di Zéribih Dobuoteghi) |
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Un esponente della tribù Zamburi durante l'addestramento delle scimmie pescatrici. |
Profondi rancori tribali emergono con genuina
naturalezza dalle poesie di Buango Gabong, dipanandosi su solide concezioni
"elementari" che nascono da raffinate valutazioni proprie di civiltà
altamente evolute, nei modi, nei costumi e nella conoscenza. Ecco la descrizione
dei membri della tribù Sira-ku-parra, spietati e rozzi nemici della
tribù Gabong, riportata dal Kortenhaus nella biografia "Bailando
Mit Buango" : «...grossolani negli abbigliamenti, capelli irti
e tinti con colori vivacissimi, sfoggiano oggetti metallici infilati in
tutte le parti del corpo visibili e invisibili. Attraversano le foreste
ed i deserti in massa, devastando tutto cio` che capita loro a tiro. Le
grida, i suoni dei loro tamburi e le danze sfrenate ammutoliscono la selvaggina.
Accanto ai tronchi bruciati ed ai detriti del gozzoviglio, sgargianti pitture
rimangono a testimoniare il loro nefasto passaggio... »
(Tratto da un intervento di Chung Li Quong, Awkland, luglio 1963) |
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